Scuse, spiegazioni e riflessioni di Roy Gigolo
Qualche giorno fa ho pubblicato un video dal titolo L’ipocrisia del Gigolo dove tra complimenti e critiche sono stato attaccato anche da qualche collega che forse si è sentito in dovere di contraddirmi. Capisco che alcuni dei miei video sono provocatori e al limite della follia ma secondo me è un modo come un altro per far parlare del tema e del mestiere del gigolo, dovete capirmi, probabilmente ne posterò ancora.
Premetto che quello che ho detto nel video precedente è anche quello che penso veramente, anche se non è sempre facile nella società odierna esporre i propri pensieri a voce alta, soprattutto facendolo contro il proprio interesse, ma ho voluto dare una scossa per sensibilizzare molte clienti che spesso credono a tutto quello che sentono, leggono e vedono.
Con questo non voglio dire che i gigolo sono tutti uguali, anche se ormai siamo tutti omologati e facciamo più o meno le stesse cose copiandoci, voglio pensare comunque che ognuno ha il suo stile, il suo carattere, la sua originalità, la sua intelligenza e il suo modo di proporsi. Probabilmente sono stato un po' brusco e spietato nell’esporre un concetto che in teoria dovrebbe essere lapalissiano a tutti ma che evidentemente per superficialità e credulità così non è.
Io amo questo mestiere, nessuno può dire il contrario, mi sembra di aver lasciato molte tracce nel mio cammino e molte altre ne lascerò. Amare un mestiere però nella maggior parte dei casi significa amare lo stato d’animo in cui ti proietta. Di solito si ama un mestiere perché ti permette di soddisfare i desideri, i sogni, perché ti rende unico, originale, apprezzato, famoso, invidiato. Ami il tuo mestiere perché ti stimola, ti emoziona, ti insegna, ti arricchisce, ti esalta. Viceversa non si ama un lavoro faticoso, pagato poco, banale, triste, noioso e poco stimolante.
Quando noi gigolò con convinzione affermiamo di amare questo mestiere non facciamo altro che dire egoisticamente che attraverso questo lavoro finalmente valiamo qualcosa, abbiamo un’identità, ci sentiamo felici, soddisfatti, amati rispetto a prima. Ad alcuni di noi però fondamentalmente di questo lavoro non importa poi tanto, amiamo solo i privilegi, le emozioni, la considerazione, lo stato d’animo e come ci fa sentire quando stiamo sul palcoscenico e recitiamo la nostra parte. Lo so che molti non recitano, anch’io spesso lo dico, ma sarà vero? O è solo un’idea di autoconvincimento che ci mette a posto con la coscienza.
Detto questo voglio scusarmi se qualcuno si è offeso o ha interpretato male il mio video messaggio. È ovvio che queste sono considerazioni del tutto personali, criticabili e opinabili. Ognuno è libero di pensare e vivere questo mestiere come meglio crede, il mio era solo uno spunto di riflessione per chi segue il social web e questo bellissimo mondo dei gigolo. Pace e bene. Roy




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