Incontro casuale e passionale di un gigolò
Incontro casuale e passionale di un gigolò.
La incontrai per caso nel parcheggio davanti alla mia abitazione. La vidi scaricare a fatica un televisore dalla sua auto e pensai di offrirle una mano. Mentre mi avvicinai, mi colpi il suo viso, con rughe di femmina matura e il suo bel seno ancora molto intrigante nonostante l'età. Lei di fronte al mio gesto, rimase li un attimo ma accettò di farsi aiutare. Arrivati davanti al suo portone di ingresso cera qualche rampa di scale una scala ed io, la invitai a precedermi. Mi girò' le spalle per salire ed io rimasi a incantato nell'ammirare il suo bel culo ad un passo dal mio naso. Indossava una maglietta amaranto aderente, con una bella scollatura, sul davanti che lasciava poca immaginazione sul reale contenuto e un pantalone di pelle nera che racchiudeva quel culetto eccitante.
Arrivati all'ingresso di casa tra una chiacchiera e l'altra mi disse di esser separata da un anno e il pensiero di averla lì di fronte a me mi mandava in fibrillazione. Dopo aver lasciato la tv in corridoio tentai, di prolungare il discorso per saperne qualcosa in più su di lei. Mi confidò di avere una figlia sposata, e che che si era trasferita da poco in quel appartamento. Mentre chiacchieravamo fummo interrotti da una telefonata che aveva ricevuto. Doveva scappare via al volo, ma feci appena in tempo a chiederle come si chiamasse e a scrivere il suo numero di cellulare. Qualche giorno dopo le mandai un messaggio ricco di complimenti per la destrezza con cui fosse liberata di me e lusinghieri apprezzamenti, per quel suo fisico ancora piuttosto eccitante ed intrigante.
Che poppone!!!! che culetto!!!!! che piedini intriganti!!!! Quella donna, dalle forme generose era diventato un mio sogno erotico, tanto che quando ci pensavo mi eccitavo. Cercai di non messaggiarla per non esser troppo scortese o pesante, ma qualche giorno dopo, mi telefonò, io riconobbi la sua voce. Si scusò per esser scappata via in fretta e mentre conversavamo mi confidò qualcosa della sua vita anche sentimentale, dopo un po la invitai se avesse voglia di vedersi dopo il mio lavoro il giorno seguente. Arrivai all'appuntamento con qualche minuto di ritardo, ma notai che lei era già li che agitava le mani, per farsi riconoscere. Sembrò piuttosto rilassata nel chiacchierare, ma la serata, piacevole, stava diventando un poco monotona per via anche delle nostre età e vite diverse.
E le aspettative dei giorni precedenti, sembrarono svanire, diciam, non era scattata la scintilla e non avevo più impulso che mi attirasse verso quella donna. Dopo la cena sulla strada del ritorno, mi soffermai ad osservare quelle tette tanto evidenti. Non so se fu il mio sguardo perso la in mezzo oppure il suo istinto da femmina che interruppe bruscamente i miei pensieri e a bruciapelo mi disse che quando era più giovane eran più grandi e in passato ogni volta che era dietro al bancone, diversi uomini, andavan anche a bere solo un caffè per ammirare quel ben di dio. Preso alla sprovvista e dall'idea di passare per uno dei soliti MDF, mi cambiai discorso. Cercando di non esser banale, ma in modo simpatico, feci delle battute carine su quel seno ancora oggi molto intrigante.
E nel mentre portai la mano in esplorazione di una e dell'altra tettona stuzzicando il capezzolo mentre lo carezzavo, lei mi fermò. Passai al contrattacco, ammettendo che un uomo non può far finta di non guardare e pensare di toccarle. Ma non finii la frase che una risata maliziosa le partì. E questa volta deciso, allungai di nuovo la mano a toccare il mammellone più vicino al mio sedile. Che tettona, la mia mano appena riusciva a toccanre solo la metà. Mi sarei aspettato un bel ceffone nel muso, per essere stato così sfacciato alla prima sera ed invece, fui impressionato e fulminato da quella sua frase....."Tu non immagini quanto io sia porca, ma non adesso ti chiamerò io.....La mattina seguente mi arrivò un suo messaggio, dove mi chiedeva se nella pausa pranzo fossi andato a casa lei mi avrebbe raggiunto, e anche se non avesse molto tempo le avrebbe fatto piacere pranzare assieme. Io per farmi desiderare le ho detto che se riuscivo le avrei mandato un messaggio, ma che anche a me avrebbe fatto piacere la sua compagnia.
Lei certamente immaginava che io mentivo e che non stavo nella pelle, all'idea di mangiarmela, ed io nel pensare che lei FEMMINA, non avesse alcuna intenzione di fare quattro chiacchiere in compagnia ma moriva dalla voglia di degustare un bel salamotto. Già immaginavo la mia lingua, immersa nella sua patatona calda, lambire le grandi labbra e il grilletto del clitoride, sentire i suoi mugolii di piacere assaggiando i suoi umori e di affondare il salamotto in quella sua gola profonda, versando tutta la mia cremina. Chiusa la conversazione cercai di concentrarmi sul lavoro ma il pensiero era altrove e più allontanavo da me l'idea di quella femmina, più rischiavo di combinar danni al lavoro, confermai l'invito a pranzo. Dopo aver messo la pentola sui fornelli, le chiesi di darmi una mano nel cercare la curcuma.
Lei si diede subito da fare credendo veramente di dover cercare l'ingrediente e quando si girò le strinsi la vita facendole sentire il calore delle mie labbra sul collo e le appoggiai il mio tronchetto su quel suo bel culo. Lei gradì, però disse che il fuoco alto scotta e che sarebbe stato più prudente pazientare, che nei prossimi giorni, ci sarà certamente più tempo per tutto. disse: "Facciamo le cose con calma, Tu mi piaci ed è per questo che sono qui" Mentre pranzavamo non smettevo di guardare quelle labbra carnose che facevan sognare pompini favolosi. Pensai a quanti ne fossero usciti da quelle labbrone. Come lo farà... aspirandoltelo? risucchiandotelo a bocca aperta? oppure a ventosa.?
Non riuscì più a trattenermi e le chiesi di togliere la maglietta per vedere tutta quella abbondanza quelle mammelle formose e polpose. Sorrise maliziosamente con quelle meravigliose labbrone e alzandosi dalla sedia si rizzo'in piedi, tirò su la maglietta e vennero fuori due tettone, meravigliose e morbide, due capezzoloni giganteschi finalmente libere dal reggiseno. Mi avvicinai per toccarle e mi schiaffeggio la mano, poi si girò e lentamente si abbassò i pantaloni, fino a scoprire del tutto quel suo stupendo culo sodo. Due chiappone, incorniciate da un paio di mutandine brasiliane, che addosso a lei a mala pena, contenevano le natiche. Una piccola peluria nera inumidita da goccioline di eccitazione, si intravedeva tra le gambe. Mi avvicinai e mi impadronii delle sue tettone, immersi le mani nelle coppe per liberar prima una e poi l'altra e affondai la testa tra le due.
Leccavo mordicchiavo e succhiavo i capezzoli, come un neonato, affamato. mi chiese: "Ti piaccio allora? " "Come trovi le mie tette"? Avrei voluto dirle avrei voluto godere in un'irresistibile spagnola, ma mi limitai ad annuire, continuando a leccare mordicchiare ciucciare quei due meravigliosi capezzoli...Lei sorrise ed io mi eccitavo ancora di più e afferrata la sua mano la portai su in stanza da letto. Qui la FEMMINA si sedette sul bordo e tirandomi dalla sua parte mi afferrò il tronchetto ormai fuori controllo e prese baciare e a succhiare. Dopo qualche paio di su e giù si soffermò sul glande e stringendolo tra le labbra con la lingua lo ripassò per bene quasi a volerlo divorare e ad ogni affondo era un gemito accompagnava il dolce movimento ....
Sentivo di non essere abbastanza soddisfatto nel godere della sua bocca se non avessi fatto anch'io fatto la mia parte in su quella deliziosa e invitatnte passerona a e le feci cenno di cambiare posizione. Mi misi sopra di lei in un irriducibile 69, e più la scopavo in bocca e più sentivo che lei provava un gusto enorme a mangiare il mio tronchetto. Intanto la mia lingua, faceva effetto sulla sua clitoride perché i rantoli di lei si facevano sempre più intensi e ogni mugollio, rappresentava una voracità in più sul mio tronchetto Il succo che le usciva sapeva di miele ed io avidamente lo gustavo tutto. La desideravo ,ma volevo provare qualche giochino dei miei pensieri perversi. Afferrai la FEMMINA divoratrice e le dissi di invertire il 69 perché desideravo il suo culo tra le mie mani e la sua patatona sulla mia bocca.
Lei, si girò ma appena liberata la bocca, mi gridò "Chiavami, scopami, voglio il tuo cazzo" ma io, seguivo il mio obiettivo, irrigidii le mie mani intorno alle sue chiappe tirai il suo culone a me e immersi la lingua in quella nera colate e gustosa conchiglia. Con il tronchetto ormai in preda dei suoi giochi linguistici, le infilai dapprima un dito e subito dopo l'altro nel culo e quando la sentii sculettare con l'intento di agevolare la penetrazione, ci fu un'esplosione di liquidi sul mio viso. Lei in preda a un orgasmo intenso, la feci girare a pecora e le misi lmio tronchetto nel suo fradicio culone inondato precedentemente, subito andai avanti e indietro molto piano e dolcemente, per accelerare i colpi fino a che lei non si inondò di nuovo.
Mentre io le versai la mia calda crema che accettò volentieri senza perderne nemmeno una goccia in quel accogliente culo mentre lei era intenta a toccarsi la fica.. Cosi che io ritornai con la mia lingua in quella colante passerina infilando un paio di dita e carezzandole la parte interna del clitoride leccandola mordicchiandola nella parte superiore fino a che per l'ennesima volta non mi allagò di nuovo il viso con il suo nettare.



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