La paura di telefonare a un gigolo
Anonima scrive al gigolò Tony C. che ha paura di chiamarlo. Lui l'ha spronata a farlo (evidentemente per iscritto) ma lei anche se vorrebbe tanto tanto, proprio non ce la fa. G. ha scritto a Roy sul suo blog quanto si fosse sentita in imbarazzo nel momento di chiamarlo. La paura di telefonare a un gigolo. Batticuore a mille, sudorazioni, agitazione...quasi un attacco di panico. E così via, cito solo un paio di esempi che mi vengono in mente, ma sono in tante le donne che hanno provato a trovarsi in questa situazione. Per una volta non parlo di me perché... Uhuh...apriti Cielo! Per carità che poi non si dica che sono fissata ecc... Perché sono tutti bravi a giudicare ma poi spesso giudichiamo lo specchio di noi stessi.
Condivido l'esperienza di queste donne. Non dico altro. Basta confidenze personali. Però mi chiedo: perché una donna deve aver paura di parlare al telefono con un gigolò? Mica sarà Barbablù...mica la mangia! Sono donne timide e insicure. Voglio sottolineare soprattutto la parola INSICURE. Ognuna ha il suo (o i suoi) perché nascosti nell'anima. Probabilmente un gigolò navigato se la ride divertito dall'imbarazzo della cliente... per lui è normale amministrazione come per me timbrare il cartellino. La prende sottogamba pensando che tanto sono tutte uguali, i motivi sono sempre più o meno gli stessi... Ma si... cosa vuoi che sia! Scommetto che prova anche un piacere sottile derivante dal senso di potere che gli dà la situazione. Sa di essere lui il burattinaio in quel momento, e la cliente è il burattino nelle sue mani, la parte fragile, la parte...debole. Lui è tra i due il soggetto dominante. Può giocarsela come vuole (quasi sempre).
La cliente poveracci a...da parte sua ha cedimenti alle corde vocali e palpitazioni. Va in ansia. Si sta chiedendo " ma sono impazzita??? Che cazzo sto facendo ?!?!" Paura... Di cadere vittima dell'aura ammaliatrice del gigolò che con la sua voce suadente.... Maddai! Suvvia, non scherziamo! Forse troppe aspettative? Ci carichiamo di troppe aspettative. Pretendiamo troppo da noi stesse (più che da lui) cercando anche di essere ciò che non siamo. Temiamo il giudizio. Non vogliamo fare figure di merda. Ma il gigolò non giudica. È pagato non giudica.
Davvero? Impossibile, è un essere dotato di cervello. Incontra una persona, esce con una persona...è ovvio che un'ideuccia se la fa. Non la esprime forse. O forse non esprime alla cliente. Ma può darsi che la esprima con altri in sua assenza. Senza fare nomi. O forse si. Chi lo sa, non importa, non ti conoscono quindi anche se qualcuno che non ti conosce sparlasse di te con qualcuno che ti conosce (???) in senso biblico... Che importa??? Però abbiamo fatto una figura barbina degna di noi. Di fronte a quest'uomo che si è fatto di noi un'idea...che non è quella che volevamo che fosse. Come sono contorta oggi...
E perché è successo? Perché non siamo state spontanee, sincere, perché non siamo state noi stesse... per colpa della nostra INSICUREZZA. Che a volte, è come una corazza. Cosa incontri a fare un gigolò, se indossi una corazza? Butti i tuoi soldi. Lui finge, tu fingi. Ma per lui è il suo lavoro. E tu? Perché fingi? Che senso ha? In realtà non avrebbe alcun senso ma... c'è sempre la tua INSICUREZZA. Te la porti dietro come la coperta di Linus. Hai paura a mollare anche quella. Hai paura. Paura di chiamare, perché in quella telefonata investi troppo. È una prova crudele a cui ti sottopongo. Non dovrebbe essere così. Dovrebbe essere diverso. Una cosa rilassata dove si ride, si scherza e nel limite del rispetto ognuno è libero di esprimere se stesso.
Ma quello che dice (o non dice) potrebbe ferirmi. E se lo fa, io cosa faccio? Come mi difendo? Come mi proteggono? Cerco uno scudo. Lo scudo dell'indifferenza, della superficialità. Cerco di mantenerlo. Ma così non vado da nessuna parte.Paura. O emozione? Anche quella. Dipende dal livello di speranzoso ottimismo dell'aspirante cliente. Da cosa deriva l'emozione? Dal desiderio? Dal preludio di quello che immaginiamo, che ci siamo costruite nella nostra testa? Le donne hanno una grande immaginazione, costruiscono castelli in aria e non hanno bisogno di filmini porno. A noi donne basta la nostra fantasia. E voi uomini...non avete nemmeno la più pallida idea di dove possa arrivare. Voi avete bisogno del porno e siete invidiosi.
Poi ci sono le clienti habitué. Quelle che di uomini se ne sono mangiate a quintali. Quelle che gli uomini sono abituate a comandarli a bacchetta. Quelle che si credono speciali, e sono convinte di avere qualche qualità in più, una marcia in più. Sanno giocare con gli uomini, li sanno far girare come trottole. Sono abituate a non restare mai senza un corteggiatore. Questo genere di donne sono l'esatto contrario delle insicure. Loro ci vanno giù piatte, dritte all'obiettivo come un caterpillar. Loro, sono abituate che se vogliono un uomo se lo prendono. Non importa come, non importa quanti cadaveri dovranno scavalcare. Se vogliono una cosa, sono abituate ad averla, punto. E in effetti, è così. Sempre. Piove sempre sul bagnato dice il saggio.
E in effetti, ognuno ha ciò che merita. Cioè ciò che ha seminato. Le donne insicure otterranno sicuramente quasi sempre i loro obiettivi. Le donne insicure...eh... Care, mi dispiace dirlo. Non otterranno mai un tubaccio di niente. Resteranno insicure, paurose tristi. Mentre quelle sicure ridono e se la s passano. Questa è la vita, questa è la giustizia del Cosmo. Lo dice anche la legge di attrazione: si attrae quello che abbiamo dentro, quello che emaniamo. Se produciamo vibrazioni negative attireremo solo cose negative, diremo che ce lo aspettavamo e si innescherà un circolo vizioso nella nostra difficile da spezzare. E ci succederanno solo quelle cose negative che ci aspettavamo perché così è la paura: genera fantasmi e fa avverare gli incubi.
A conferma del nostro copione. Lo stesso in positivo. Chi si apre con un atteggiamento positivo e ottimista (le donne sicure) non fallirà quasi mai. È garantito. Ho visto e vissuto queste dinamiche tutta la vita, un po' in tutti i campi. Nel lavoro, in amore...attraiamo ciò che a livello più o meno conscio...chi lo sa. Perciò donne, per concludere il mio consiglio, da esterna, è: siate serene quando contattate un gigolò. Non lo assillare con le vostre problematiche, siate giocose. Però dovete sentirvelo dentro davvero, dovete essere entrate in modalità: proviamo a fare questo gioco, senza aspettative, vendendo ci per quello che siamo e quel che sarà sarà. Vedremo cosa succede. Niente aspettative. Niente tentativi di confronto. Niente recite penose per essere la disinibita se non lo siete.
E non sentite vi in difetto per ciò che siete. La nostra è una metamorfosi senza fine. Abbiamo paura di sbagliare, di quello che perderemo sbagliando, ma i bambini imparano a camminare sbagliando, cadendo, rialzandosi un sacco di volte finché non imparano. Non si scoraggiano. Sbagliamo per imparare e possibilmente non sbagliare di nuovo. Ma Edison non so quante prove, esperimenti ha fatto per inventare la lampadina. Se si fosse arreso, saremo tutti forse al buio? C'è gente che è morta piuttosto che arrendersi, e ha continuato a combattere. Dove saremmo altrimenti ora? Mi dicono che mi fisso, che sono ostinata. Non lo so. Probabilmente è vero. Magari ho sbagliato strada. Ma non perché me lo dice qualcuno, deve essere perché me lo sento. Quando ne sarò pienamente convinta, cambierò strada. Sul resto ci sto lavorando. Anche sulla paura.


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