La voglia delle donne...e quando viene a mancare
Spero che questo argomento non intristisca nessuno e mi auguro di non raccogliere le solite impressioni per cui mi si accusa di lamentarmi, di pesantezza, di negatività. Questo mio scritto non vuole essere niente di tutto questo, solo una raccolta di pensieri, una riflessione personale che può essere condivisa o rifiutata perché ogni persona ha il suo carattere, il suo vissuto, le sue convinzioni. Spero nel rispetto reciproco. Questo è un prodotto del mio vissuto, delle mie convinzioni, del mio modo di vedere le cose. Ci sarà chi è d'accordo, e chi no. Non importa: questa sono io. Se vi va bene è così, se no è così lo stesso.
Questa mattina mi sono svegliata e mentre ero ancora nel dormiveglia ho iniziato a seguire i miei pensieri. È il momento in cui il mio cervello è più produttivo perché se non devo saltare in piedi al suono della sveglia e iniziare a correre (che per me è la peggior violenza conseguente al lavoro), posso crogiolare e fare tutto con la calma e la pigrizia che mi caratterizza in questi ultimi anni. A 15 anni saltavo fuori dal letto come un salmone ed ero subito al 100%. Adesso ci vuole almeno un'ora. Segno che gli anni passano. E il logorio si fa sentire.Forse non ho più l'entusiasmo di un tempo. La meraviglia di un tempo. È innegabile.
Ho letto su gigolo cloud che le donne dai 40 ai 50 anni hanno un picco di desiderio. Forse è il canto disperato del cigno morente...io l'ho vissuto proprio in tal senso quel periodo della mia vita. Ricordo che anni fa disperata scrissi a Roy in privato e gli esposti questa mia frustrazione. Mi aspettavo che rispondesse qualcosa come "chiamami ne parliamo" oppure "se vuoi possiamo vederci e lavorarci su, vediamo se posso aiutarti". In fondo era una richiesta di aiuto. Invece lui mi rispose qualcosa del tipo " non preoccuparti e tieni duro, tanto vedrai che tra qualche anno ti passa". Adesso capisco che aveva ragione, però... È anche stato onesto, ma non era quella la risposta che cercavo. Non è una critica a Roy, assolutamente.
Non è questo il mio intento oggi. Il mio intento è tornare sulle mie risposte emotive e analizzarle. Capire cosa c'è di giusto e cosa di sbagliato. Devo dare un senso a tutto questo. Forse ho interpretato in maniera errata e distorta ma questa è l'interpretazione che mi è venuta spontanea, perché io sono così. Ho pensato alle donne che scrivevano di essere state aiutate da lui e gli erano grate. A quelle che erano felici e avevano raggiunto un grado di soddisfazione, autostima e consapevolezza personale anche grazie a lui. Così affermavano convinte. Perché a me rispondeva così? Perché mi respingeva in questo modo? Cosa avevo fatto cosa avevo di sbagliato che non andava?
La prima reazione è sempre la rabbia, una rabbia devastante, a cui subentra sempre in seconda battuta una profonda tristezza. Profonda come gli abissi dell'Oceano. Riemergere è faticoso e non ci si riesce mai del tutto. L'ombra silenziosa di quella tristezza te la porti sempre dietro, pronta a riassalirti alla prima occasione. Così è iniziato il mio tirocinio di apprendimento in questo mondo di sesso a pagamento, soprattutto attraverso i social ma non solo. Gli episodi sono infiniti. Tra le cose che ho imparato, ho imparato questo: Mai aspettarsi niente da un gigolò. Mai aspettarsi niente da nessuno perché nessuno ci deve niente.
Non importa quanto una persona sia splendida col resto del mondo, se non lo è con me e mi chiude fuori. Però ad un certo punto non ha importanza. Ti crescono strati su strati che ti ricoprono tutta come una corazza impenetrabile, niente entra e niente esce. È necessario per proteggersi, è necessario perché non c'è una quantità illimitata di bastonate che puoi incassare nella vita. Un limite c'è, Bisogna fermarsi prima e impedire agli altri di feriti. L'unico modo per non concedere questo potere è schermarsi. Ci sono ovviamente vantaggi e svantaggi: è una gabbia.
Ho letto che il sesso funziona così: più lo fai più il desiderio resta alto. Meno ne fai, più il desiderio cala fino a morire del tutto. Alla fine diventa una cosa fuori dalla tua vita, una cosa estranea che non ti interessa più. La maggior parte delle donne si rassegnano. Altre si dibattono nella tristezza, nella rabbia, nella disperazione perché accettarlo è come accettare l'inesorabile trascorrere del tempo, è una parte di te che finisce, che muore. Il sipario si abbassa per sempre. Alla fine però si rassegneranno tutte. Roy ha ragione. È solo questione di tempo.
Me ne rendo conto adesso, che non provo quasi più desiderio. Che per vari motivi non sento più nulla, quelle poche volte che...ora che il cuore è come un buco nero pesante e la testa una nebbia vuota fredda e triste, quando i miei pensieri si soffermano su questa mia situazione. Vivo una vita banale dal punto di vista emotivo. Una vita tranquilla che tantissimi potrebbero invidiarmi, ma banale dal mio punto di vista. Una vita faticosa in cui sono talmente abbattuta dalla mia inettitudine di donna e dal nulla assoluto che ho in termini di piacere, che mi chiedo se è perché io sono una persona banale. Magari è così, sono banale. In fondo sono una donna comune, non sono una che ti giri a guardarla, non sono appariscente. Sono una che passa inosservata in mezzo alla folla.
Sono assolutamente banale. Guardo le foto scattate a Capodanno e inorridisco. Le confronto con foto di qualche anno fa. Possibile che sono invecchiata così tanto? Mi guardo allo specchio, la mia immagine ideale è troppo lontana dalla realtá, non la raggiungerò mai. Che diavolo vado ore in palestra a faticare e sudare se questi sono i risultati? Non vedo nessun risultato nella mia vita per le fatiche che faccio. È tutto inutile. Gli altri ottengono risultati io no. E quindi mi deprimo e mollo. Inizio a mangiare. Penso di aver riguadagnato un po' dei kg che ho perso in un anno con allenamenti, diete e personal trainer. Ma tanto... A cosa è servito?
La mia amica allo scoccare della mezzanotte era curiosa di conoscere i miei propositi per il 2020. Le ho risposto che non ci ho pensato. È una bugia. Trovo semplicemente inutile fare una lista di propositi che tanto non riuscire mai a realizzare. Lo ritengo ancor più demoralizzante. Le ho chiesto i suoi. Mi ha parlato delle sue speranze per la figlia, che si sistemi bene con i suoi progetti di vita, il lavoro ecc... Niente per se stessa se non la salute. Tutte così. Siamo mamme. Ma dovremmo essere anche donne. Guardo queste coppie e la loro apparenza. Anch'io porto in scena l'apparenza. La vita intima tra le lenzuola nessuno la svela. I suoi problemi, frustrazioni, mancanze, difetti,ctristezze e insicurezze nessuno le svela.
Va tutto bene, discordo chiuso.Le donne dopo i 50 dimenticano di essere donne e lo fanno per sopravvive re, perché ricordarlo le farebbe urlare di dolore e di rabbia. Sono rassegnate. Magari no, magari per loro non è così, sono state appagante in gioventù e stanno bene così. Ma per me è così quindi io la vedo così. L'altra mia amica mi sprona a reagire, a darmi un'altra chance. Mio marito ora è cambiato, è tornato allegro, mi cerca ancora ogni tanto. Somiglia molto di più a ciò che era trent'anni fa. Però io non sento più niente, a livello fisico. Mi ha detto che ce l'ho "bella larga". Non è una bella cosa per una donna, perché è un ulteriore motivo che non sente niente. Aggiungiamolo a tutto il resto... Va bene per lui perché così anche lui sente poco ed essendo un eiaculatore speedy dura di più.
Con mia immensa frustrazione. È un'affermazione piena di egoismo: non te ne frega niente di me e del mio piacere, ti importa solo di te stesso. Me la lecchi perché piace a te,CTI eccita, non te ne frega niente di farlo nel modo giusto, per me. Se tu vieni e io no, se nemmeno faccio un gesto, un verso, come se fossi morta o assente non ti importa, basta che godi tu. E va tutto bene. Benissimo. E io devo farlo andar bene, per forza. Così evitò di provare eccitazione o piacere. Non voglio, così impara, non gliela do questa soddisfazione. E non voglio più essere eccitata e poi piantata lì sul più bello mentre lui si gira e si mette a russare senza nemmeno porsi il problema. Preferisco staccare la spina e ordinare al mio corpo e al mio cervello di non sentire.
La mia amica dice che sbaglio, che è senz'altro così solo con mio marito, che dovrei darmi un'altra chance prima di metterla in naftalina per sempre, che dovrei provare altri uomini. Ma io sono scoglionata. Non so trovare aggettivo migliore. Credo di aver accumulato abbastanza tra rifiuti, umiliazioni e frasi infelici. Non voglio più. Se altre donne si riconoscono in questi miei pensieri anche parzialmente, si facciano avanti. Oggi sono soggetta a sindrome premestruale quindi sono particolarmente abbattuta. Dovrei andare in palestra ma ho la pancia gonfia e mi sento in imbarazzo. Ci sono anche sempre queste menate... A farmi saltare giorni di allenamento. E non ho voglia di andare la da sola, non parlare con nessuno...con questa nebbia di malavoglia nel cervello.
Poi starei meglio ma non è uno stimolo sufficiente a compensare il sacrificio. Dovrei appassionarsi all'allenamento... Sì, in certi momenti parto piena di buone intenzione, che poi si sgonfiano come un palloncino bucato. Dovrei fare tante cose, avevo dei programmi, una scaletta: armadi da sistemare, lavare le tende, salvare le foto, ecc...tante tante cose, tanti buoni propositi. Non ho concluso niente. Dovevo andare di più in palestra. Ho mangiato senza seguire più la dieta. Non mi sono allenata quasi per niente. Sono una nullità e un fallimento. Quando sto così non ho nemmeno voglia di fare il minimo indispensabile come lavare i piatti. Ho solo voglia di dormire. Energia: livello zero.
Mi rendo conto che il post è lungo e che non ho un'immagine da mettere. Vado a riposarmi, sono esausta.


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