Ma chi usa chi? Il lato ludico dell'incontro con un gigolò
Ma chi usa chi? Il lato ludico dell'incontro con un gigolò accompagnatore per donne
Un gigolò una volta mi disse: «Io, dopo un po’, mi stuferei di vedere e andare a letto sempre con la stessa donna». Un altro, con una naturalezza quasi disarmante, mi disse: «Un gigolò deve odiare le donne». Wow. Dette così, senza contesto, sembrano proprio frasi da stronzi. 😜 E la cosa ancora più divertente è che noi questi tipi li paghiamo pure! A quel punto uno potrebbe chiedersi: ma cosa ce ne importa di quello che pensano? Se davvero l'obiettivo è vivere un'esperienza piacevole, perché stare lì a preoccuparsi delle loro filosofie sulle donne?
Anzi, impariamo a "sfruttarli"! 😜 Sono belli, sono gentili, sono a nostra disposizione per qualche ora, si prendono cura di noi, ci ascoltano, ci fanno ridere, ci fanno sentire desiderate... allora godiamoci ogni minuto! Perdiamoci nella loro voce, ridiamo con loro, lasciamoci coccolare dall'atmosfera, ammiriamo i loro bellissimi corpi e, soprattutto, divertiamoci. Fino all'ultimo minuto. :D
Noi vediamo il meglio di loro, loro il meglio di noi
Del resto, c'è una specie di patto non scritto. Loro non vogliono necessariamente sorbirsi la donna lunatica, lagnosa, spettinata, in pigiama, struccata e magari con i nervi a pezzi dopo una giornata infernale. E noi, diciamocelo, non abbiamo necessariamente voglia di vedere il loro eterno essere bambini, magari attaccati alla Play, con la maglietta spiegazzata e la voglia di rimandare tutto a domani. 😂 In quell'incontro ci si presenta, per qualche ora, nella propria versione migliore. Loro ci vedono al meglio. Truccate, curate, vestite come ci piace, radiose, sorridenti, sensuali, felici, eccitate dall'idea di vivere qualcosa di diverso dal solito.
E noi vediamo loro. Belli come il Sole, ben vestiti, profumati, galanti, gentili, attenti, concentrati su di noi e pronti a dedicarci completamente il loro tempo. È un piccolo universo sospeso dalla quotidianità. E allora, se un gigolò mi dice che "odia le donne", sinceramente... a me che me ne importa? Mica me lo sposo! 😂 Sono lì per vivere un'esperienza, non per scegliere il padre dei miei figli.
Il Gigolo "Lo uso per il mio piacere"
Ovviamente sto scherzando quando dico che "lo uso". ;) So benissimo che i gigolò sono uomini, non giocattoli. Hanno le loro emozioni, le loro giornate no, le loro fragilità, i loro problemi e, soprattutto, i loro limiti. Il fatto che una persona venga pagata per stare con noi non significa che perda la propria dignità o che diventi un oggetto a nostra disposizione senza volontà propria. Anzi, penso che sia proprio qui che stia la differenza tra "usare qualcuno" e vivere consapevolmente un'esperienza di piacere condiviso. Perché anche il gigolò, in qualche modo, sta scegliendo di essere lì. E quell'incontro funziona davvero quando entrambi riescono a stare bene dentro quel ruolo.
Non è sempre solo sesso
E poi c'è un altro aspetto che secondo me viene spesso dimenticato. Un incontro con un gigolò non è necessariamente soltanto una questione fisica. A volte una donna cerca compagnia. A volte cerca qualcuno che la ascolti. A volte ha bisogno di sentirsi desiderata. A volte vuole semplicemente staccare dalla routine, ridere, parlare, sentirsi bella e vivere qualche ora diversa. E può capitare che proprio quella persona, pur facendo un lavoro particolare, sappia ascoltare molto bene. Magari perché ha incontrato tantissime persone diverse. Magari perché sa leggere le situazioni. Magari perché ha imparato a mettere l'altra persona al centro dell'attenzione. E in certi momenti può essere davvero importante. Non significa trasformarlo in uno psicologo, in un fidanzato o nel salvatore di turno. Significa semplicemente riconoscere che, dietro il ruolo professionale, c'è comunque una persona con cui può nascere una bella sintonia.
La parte ludica che non dobbiamo dimenticare
Però credo che ci sia anche un'altra cosa che dovremmo imparare a fare: giocare. Prendere questi incontri con un po' più di leggerezza. Senza trasformare tutto in un dramma sentimentale. Senza pretendere necessariamente che dietro ogni sorriso ci sia l'amore della vita. Senza chiedersi continuamente: "Ma gli piaccio davvero?" "Ma cosa pensa di me?" "Ma quando torna a casa si ricorderà di me?" A volte può essere semplicemente bello vivere il momento. Ridacchiare. Flirtare. Parlare. Sentirsi desiderate. Lasciarsi sorprendere. E poi tornare a casa con un sorriso enorme stampato sulla faccia. :D
Ma chi usa chi?
Ed è qui che la faccenda diventa curiosa. Noi pensiamo di "usare" loro per il nostro piacere. Ma magari, in qualche modo, anche loro stanno usando noi per fare il loro lavoro, guadagnare, conoscere persone, vivere esperienze diverse. E va benissimo così. Non c'è necessariamente qualcosa di negativo nell'ammettere che entrambe le persone entrano nell'incontro con delle aspettative e dei bisogni. Il punto è che nessuno dovrebbe dimenticare che dall'altra parte c'è una persona. E forse proprio questo rende l'esperienza più bella.
La vera misura del successo
Per me, alla fine, un incontro riuscito non è quello in cui uno "vince" e l'altro "perde". Non è quello in cui la cliente riesce a "sfruttare" il gigolò fino all'ultimo secondo, né quello in cui il gigolò riesce a portarsi a casa la cliente emotivamente conquistata. È molto più semplice. Un incontro di successo è quando si crea una bella sintonia, entrambi si divertono e tornano a casa soddisfatti. E magari, mentre ognuno torna alla propria vita, entrambi pensano: "È stato proprio bello." Non serve necessariamente altro. Non bisogna sposarsi. Non bisogna innamorarsi. Non bisogna promettersi un futuro insieme. A volte basta condividere qualche ora piacevole, con rispetto, complicità, ironia e un pizzico di follia.
E allora sì: caro gigolò, puoi anche dirmi che odi le donne... 😜 Io intanto mi godo la serata! E se sei bello, gentile, profumato, divertente e sai farmi ridere... beh, cercherò di sfruttare ogni minuto del tuo contratto! 😂 Ovviamente, con il massimo rispetto per l'uomo che c'è dietro il gigolò. Perché alla fine, forse, la cosa più bella non è "usare" qualcuno. È incontrarsi per qualche ora, divertirsi insieme e lasciarsi un bel ricordo a vicenda. E questo, secondo me, vale molto più di qualsiasi frase da macho o da misogino pronunciata durante un'intervista.

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