Un'altra verità scomoda sui gigolò e sulle loro clienti (e perché il sesso in realtà non è mai fine a se stesso)

Lo racconto perché è successo a me, e siccome ci sono altre donne con problematiche e modalità di pensiero simili ai miei, so che qualcosa di simile sarà senza dubbio successo ad un'altra. Ne parlo perché troppo spesso nei commenti di questi social trovo donne (ma saranno poi donne? Da come ragionano il dubbio sorge spontaneo) che scrivono: devi usare il gigolò solo per divertirsi con una scopata, io non mi faccio mille seghe mentali, se non gli piaccio me ne frego, tanto lo pago e mi deve dare quello che voglio se no ce ne sono altri duemila tra cui scegliere....ecc..

Sono basita. Non è un ragionamento da donna. Se queste sono le donne che girano nel parco clienti del gigolò... se queste sono le donne emancipate di oggi voglio essere un fuco di falena. Un bruco asessuato. Una medusa che si riproduce per scissione, senza genere.

Non c'è da meravigliarsi se poi i gigolò danno rispostacce s cazzate, crudeli e ti demoliscono emotivamente senza porsi il minimo problema. Non mi stupiscono del cinismo freddo di Roy e di altri gigolò, se poi si trovano a che fare con certi esseri (ma sono umane ???)

Permetto che sono sempre stata contraria alla prostituzione e voglio dichiararlo qui apertamente. È un qualcosa che mi urta, urta i miei principi e le idee, la visione dei rapporti tra esseri umani, con la quale sono cresciuta. Però non giudico chi sceglie questa strada, se davvero è una scelta non dettata da manipolazione esterna, ma presa in autonomia e piena coscienza. Rispetto in maniera assoluta le scelte individuali di chiunque perché se non lo facessi toglierei anche a me stessa la libertà che non riconosco a loro. Siccome voglio mantenere io stessa il diritto di rivendicare la mia piena libertà di pensiero, parola, azione, allora la riconosco anche agli altri.

Dicono che l'amore, l'amicizia, il rispetto non si comprano, ma il sesso sì. Io ritengo che anche il sesso non si dovrebbe comprare. Perché è strettamente legato a sensazioni e ad emozioni, le emozioni sono corpo o mente? Vanno a braccetto con i sentimenti. Io credo che chi ragiona in quel modo piuttosto superficiale e utilitaristico, abbia qualche gene anomalo o diverso per cui interrompe la catena alle sensazioni. Non va più in là di così.

Il sesso non può essere venduto e non tutti lo possono vendere non tutti lo possono acquistare. Perché se il sesso si ferma alle sensazioni perde il suo potenziale e ogni suo significato. Il sesso non è solo un orgasmo e finita lì, mi rivestì ti pago e me ne vado. Racchiude componenti e processi emotivi e mentali che vanno ben oltre. Rappresenta qualcosa. È un tentativo di comunicare qualcosa che non è comunicabile a parole cioè una parte di noi che non si può esprimere in altro modo. Qui un po' di gente comincerà a ridere e a prendermi in giro. Sono un'eretica come Galileo Galilei che veniva deriso perché diceva che la terra è rotonda e gira attorno al sole in un'epoca in cui tutti giuravano che era piatta.Gli eretici vengono derisi sulla pubblica piazza, insultati, lapidati e messi alla gogna perché esprimono le loro idee contrarie. Vanno contro al gregge di pecoroni e vengono puniti, zittiti in ogni modo. È quello che mi è successo qui. Ma gli eretici sanno che hanno ragione, sanno che hanno il diritto di parlare e proclamare la loro verità a costo di finire sul rogo.

Senza arrivare a questi eccessi da tempi dell'Inquisizione, voglio portare un esempio personale della carica psicologica, delle pretese o speranze, aspirazioni, dinamiche...non so trovare il termine...che una persona può consapevolmente o meno caricare sul sesso e su un incontro con un gigolò. E perché tale gigolò decide di interrompere la frequentazione.

I gigolò alla fine preferiscono vendere il proprio corpo e dare piacere e soddisfazione a quelle donne che li ritengono oggetti, che li ritengono niente. Come bambolotti interscambiabili senz'anima. È più facile. È più squallido e degradante per un essere umano ma è più facile. Basta vestirsi di cinismo. La scopi e mentre lo fai la disprezzi, sai che ti usa e la disprezzi perché ti paga, lei ti disprezza perché ti fai pagare e devi fate quello che lei ti comanda a bacchetta, e non gliene frega niente delle tue preferenze. Paga e diventi il suo schiavo per un pomeriggio, una notte. Sorridi ed esegui i suoi ordini, le dai tutto quello che vuole, fai il carino e intanto la disprezzi. Un rapporto basato sul rispetto fa bene a qualcuno? Fa davvero sentire bene qualcuno? Magari lei ha un bel culo, ti piace però la disprezzi. Così finisci per disprezzare tutte le donne che si rivolgono a te e te e ti pagano perché le vedi tutte così. Basta che siano disposte a pagarti.

Io non sapevo esistessero i gigolò, pensavo esistesse solo la prostituzione femminile. Poi ho scoperto questa cosa ed ero molto combattuta. Attratta dalla curiosità, da una parte, ma provavo anche un sentimento di repulsione dall'altra, di non accettazione di certi modelli perché contrari a quello che per me rappresenta il rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Non sono una bigotta benpensante. Non sono una romantica persa nell'illusione del principe azzurro. Ma ritengo che in un rapporto che include il sesso ci voglia attrazione reciproca, interesse almeno di ordine sessuale, reciproco. Che senso ha pagare un uomo che ti disprezza e a cui non piaci? E che magari per fartelo capire ti butta là quattro frasi pungenti ben assestate che ti rovinano l'atmosfera e fanno scoppiare il tuo bel palloncino magico?

Che cazzo...io pago anche per quello. Io pago SOPRATTUTTO per quello. Ma se vogliamo la verità... niente palloncino. Niente atmosfera. Bisogna togliersi il prosciutto dagli occhi e dalle orecchie e vedere, sentire le parole con cui il nostro caro gigolò ci mette al nostro posto: io sono qui perché mi paghi, ma mi fai schifo e se tu non pagassi stai certa che non sarei qui.

Ottimo. Proprio quello che ci vuole per rendere memorabile, intenso, erotico e indimenticabile un incontro. Per farti sentire una donna desiderata. Non è vero?

E allora...quando ho detto a Roy che spero di essere il suo più grande fallimento, era una provocazione.Un colpo di frusta. Un tentativo di punzecchiamento non andato a buon fine, caduto nel vuoto dal momento che non ha ottenuto riscontro. Come sempre. Non avevo dubbi. Ma dovevo buttarlo fuori.

La verità è che è stato uno dei MIEI fallimenti, uno dei più grandi. E io non ho mai avuto un buon rapporto col fallimento. Per me non è un'occasione per imparare e riprovare in modo diverso, no. Per me è sempre la fine di qualcosa. Il fallimenti è la fine di ogni possibile tentativo futuro. Per quello non sono andata all'Università. Per quello non avrei potuto inventate la lampadina. Per quello non ho mai combinato nulla, non ho raggiunto nessun obiettivo, non ho avuto la vita che immaginavo per me da ragazzina. Non posso farci nulla, è così, è più forte di me, della mia volontà, di ogni ragionevole ragionamento logico. Mi chiudo, di fronte al fallimento. Mi chiudo e dico "mai più". Anche se mi costa tanto, ma veramente talto talvolta. Anche se poi so che l'unica che ci rimette davvero sono io. L'unica cosa che so, è che non voglio rischiare mai più di ripeterlo quel fallimento, e di starci così male, perché so che ci starei peggio e mi darei doppiamente della vogliono stupida e illusa.

Cosa volevo? Avendo vissuto un'esistenza alla finestra, da spettatrice, volevo una rivincita da protagonista. Ma non volevo indossare i panni della strega cattiva che viene allontanata e ignorata come è successo. Volevo essere un'eroina positiva. Una che ha qualcosa da dire, una che ha dei pregi anche al di là " dell'intelligenza ". Beh ho fallito perché non mi è stato riconosciuto niente di speciale. Sono stata una cliente posizionata tra quelle banali e da disprezzare. Quindi diciamo che non valgo granché. Volevo essere un diamante grezzo, per una volta nella vita, e sentire...di avere un'intesa sessuale condivisa con qualcuno che mi piaceva e scattasse la chimica...ma ad un gigolò non scatta la chimica con una come me. Come sono stata stupida. Non è successo per tutta la mia vita.

Un gigolò è un uomo come gli altri, anche se lo paghi. Io non ho niente di speciale, sono un essere anonimo. Nessun uomo interessante per me può provare un interesse e una chimica per me e trovarmi ...farmi un complimento sincero. Tirarmi fuori dal bidone delle mediocrità. Ci sono donne mediocri e donne super ambite, apprezzate...da uomini comuni, uomini gnocchi e gigolò, che di donne ne vedono tante. Ho fallito clamorosamente e ho fatto un tonfo micidiale perché volevo eccellere, invece sono stata spinta in un angolo. E ho visto altre persone salire i gradini del podio. Poi si può parlare di gelosia invidia, tante cose. Ci sta. Ma per cosa? Per un riconoscimento, non per altro. Non si parla di amori, fidanzamenti, stand infatuazioni.

Si parla del riconoscimento di quel qualcosa che sei o che vorresti essere perché te lo senti dentro, parte della tua vera identità. Parte di qualcosa a cui vorresti dar voce ma così, è un qualcosa di te che resterà senza voce e non conoscerai mai davvero, come sarebbe potuto essere ed esprimersi perché... Hai fallito. Sei banale. Cosa vuoi? Cosa preteni? Ho peccato di superbia forse. Oppure volevo solo conoscermi, elevandosi dal grigio re della massa? È vero che ogni persona è speciale e unica a modo suo? Pare di no. Nell'harem di un gigolò ci sono le persone speciali, che lui premia e fidelizzare e alle quali esprime apprezzamenti e quelle ritenute da disprezzare, o banali, o stupide, inferiori, pericolose, inutili. Magari solo perché hanno una sfera emotiva da essere umano non da rettile.

Le ferie sono finite. Io non metto il mio cervello in naftalina quando sono in ferie. Non lo faccio mai.

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