Amore e Psiche

Arriviamo a destinazione, dal parcheggio al locale ci sono cinquanta metri da percorrere a piedi, scendo dall’auto, mi sistemo la giacca e la cravatta, sono di fianco a lei mi viene naturale con la mia mano cercare la sua che si sfiorano e toccano in modo semplice e piacevole, entriamo nel locale ridendo e scherzando come due fidanzatini al loro primo appuntamento. All’ingresso il mio amico ristoratore Oreste quasi non crede ai suoi occhi nel vedermi: “Alessandro! Che sorpresa! Hai prenotato?” “Buonasera Oreste, assolutamente no, ma non vorrai mica farmi andare via con la mia amica…” “Ci mancherebbe, per una volta che sei in dolce compagnia non posso certo dirti di no…” Ci fece accomodare nella sala da pranzo principale ma in un angolo appartato, Oreste sapeva come esaudire i miei desideri e comportarsi di conseguenza a seconda del tipo di persone con cui mi accompagnavo. Normalmente venivo nel suo ristorante con imprenditori, avvocati e potenziali investitori, quella sera era diverso e lui aveva capito al volo l’atmosfera che cercavo e di cui avevo un disperato bisogno.

Stella era piacevolmente rilassata ma non stupita, quasi si aspettasse una situazione del genere forse già sperimentata, in fondo era una professionista e la sua naturalezza era il minimo che il suo ruolo prevedeva in queste situazioni, mi guardo’ sorridendo. “Vieni spesso qui?” “Non quanto vorrei, è un posto speciale dove porto persone speciali e poi Oreste è veramente un amico…” “Si vede che c’è un certo feeling, sei sempre così affabile con le persone?” “Fa parte del mio lavoro e anche del mio modo di essere. Mi piace stare bene e far stare bene chi è con me…” “Quindi sei un tipo generoso?” “Con chi se lo merita….” “Spero di essere in quella lista…” “Non lo so, ci devo ancora pensare…”

Si mise a ridere con gusto. Stella era a suo agio ed anche io e con Oreste saremmo stati coccolati oltre ogni limite. Iniziammo ad ordinare la cena anche se piu’ che altro avevo fame di parole e di pensieri, volevo comunicare con lei la mia gioia di vivere e di stare lì, insieme a lei. Ero incuriosito dal conoscere qualcosa di piu’ di questa donna che era entrata in modo così silenzioso e prorompente nella mia vita. Lei pero’ si negava… Era tanto disponibile e provocante in quello che faceva quanto segreta ed inafferrabile quando si trattava di parlare del suo privato, era come protetta da un velo impenetrabile che la rendeva a tratti irrangiungibile… Ero certo che nascondesse qualcosa di imbarazzante, il suo modo di comportarsi confermava queste mie sensazioni, era decisa e risoluta ma allo stesso tempo sembrava quasi turbata ed infastidita dal dover interpretare un ruolo che a tratti le risultava estremamente faticoso ed impegnativo. Ero abile nel notare questi particolari in Stella forse tanto quanto lo era lei ad occultare i suoi punti deboli, mi piaceva questo confronto, ero intrigato da questa situazione ma lei mi sfuggiva, non voleva mettere a nudo la sua mente mentre era molto disponibile a mostrarsi e concedersi fisicamente senza limiti…

Stella si guardava continuamente intorno quasi avesse timore di farsi vedere in mia compagnia, trovavo buffa questa cosa, il mio pensiero si svelo’ con un sorriso che a lei non sfuggì ma che forse non comprese fino in fondo… “Alessandro, perche sorridi?” “E’ strano, sembra quasi che hai timore di farti vedere qui con me, in realtà dovrei essere io a temere maggiormente questa situazione…” “Ha ragione Alessandro, ma non è per te, anzi tu sei un vero gentiluomo, altri avrebbero già allungato le mani e si sarebbero esibiti in situazioni imbarazzanti, so che con te non corro questo rischio ma la paura mi rimane, è un riflesso incontrollato che non riesco a dominare… Era a disagio, questa spiegazione non mi convinceva, sembrava quasi volesse giustificare una situazione in modo banale ma i motivi della sua inquietudine non lo erano affatto, c’era qualcosa di profondamente instabile nella psiche di questa donna, avrei dovuto superare con superficiale indifferenza questa situazione ma la mia indole non mi permetteva di soprassedere a tutto questo, forse dovevo semplicemente concentrarmi sul suo corpo ma, come al solito, era la mente di questa donna, come di tutte le altre che avevo la ventura o sventura di conoscere, che mi attraeva e intrigava in modo irresistibile.

Stella non era abituata a tanto interesse verso il suo io interiore, era abituata ad accompagnarsi a uomini interessati unicamente alle sue grazie e prestazioni sessuali, non si era mai posta il problema di difendersi da interessi diversi da quelli della mera attrazione fisica indirizzata nei suoi confronti. Cominciavo a capire il suo disagio, il mio indagare la rendeva nuda ai miei occhi ancora di piu’ che in camera da letto. Continuava a guardarsi intorno nel tentativo di divincolarsi dalla mia curiosità morbosa verso il suo privato, alla fine il suo sguardo si rivolse nuovamente verso di me… “Questa sera… che intenzioni hai?” “In che senso Stella?” “Voglio dire… usciti di qua vuoi venire a casa mia?”
Non risposi subito, assaporai con sapiente lentezza il vino rosso del mio calice quasi a giustificare fisicamente questo mio silenzio. “Se lo vuoi tu… lo desidero anche io e poi non vedo altro modo di concludere una giornata così ricca di emozioni ed accadimenti…” “Non sei stanco?” “Assolutamente! E, se anche fosse, di tutto quello che ho fatto in questa giornata non voglio farmi mancare la parte piu’ divertente ed eccitante…”

Stella sembro’ rinfrancata da questo mio desiderio, in quel ristorante lei si sentiva quasi come una piccola barca al largo in balia dei marosi, il fatto di rientrare nel suo appartamento era per lei come rifugiarsi nuovamente in un porto sicuro ed accogliente. Questa cosa la rilasso’, ora si sentiva a suo agio anche perché smisi finalmente di indagare nel suo passato nascosto, la cena era ormai giunta a conclusione e ci spostammo nel salottino di fianco alla sala da pranzo dove Oreste amava intrattenere fino a tarda notte i suoi clienti piu’ affezionati. Ci accomodammo sul divano di fronte al camino acceso. Oreste ci offrì un assaggio della sua riserva speciale di whisky di annata, Stella mi stupi’ acconsentendo di buon grado ad assaporare quel superalcolico ma non se ne sarebbe dovuta pentire: Il drink di Oreste era così puro e raffinato che anche una donna poco avvezza a queste degustazioni avrebbe sicuramente gradito. Continuammo la nostra conversazione in modo piu’ intimo, di fronte a noi le fiamme nel camino si esibivano in una danza ipnotica alla quale i miei occhi si concedevano in una sorta di continua ammirazione, assaporavo il whisky in modo continuo, a piccoli sorsi. Quel nettare era inebriante, vellutato e coinvolgente come Stella. Anche lei gradiva tutto questo adagiata sul divano con le gambe accavallate, era di una eleganza non comune, quasi da donna di altri tempi.

Anche Oreste si intrattenne insieme a noi, il mio amico oste era inevitabilmente attratto da Stella, lo percepivo con chiarezza, questa cosa mi fece oltremodo piacere. E’ un retaggio tipicamente maschile l’orgoglio di avere al proprio fianco una donna bramata da altri uomini, in un certo senso una manifestazione di potere profonda, ancestrale ed appagante. Mi allontanai per pagare il conto, Oreste mi guardo’ con sguardo complice, alla fine non resistette… “Donna interessante Stella…” Lo guardai compiaciuto ma allo stesso tempo sicuro di me stesso… “Si, molto interessante, una piacevole parentesi…” “Sicuro che sia solo quello?” “Si… Assolutamente” Oreste continuava a gettare lo sguardo verso di lei con rinnovata attenzione… “Se io avessi una donna del genere non la dividerei con nessun altro…” “Amico mio, sai bene che questo non è possibile con una come lei… e come pensare di fermare il tempo…… pura illusione. La cena è stata ottima Oreste, come sempre del resto, ti ringrazio”.

Mi girai verso Stella senza aspettare il suo saluto, ora avevo altre cose a cui pensare ed il mio amico si era già preso troppe libertà che non avevo gradito ma di questo me ne sarei reso pienamente conto solo piu’ tardi… Lei mi accolse con un sorriso, mi sedetti di nuovo accanto sfiorandola con la mano: “Ti confermo che hai fatto colpo sul mio amico Oreste…” “Davvero? Ma dai?!?!” “Fai sempre questo effetto agli uomini?” “Anche peggio Alessandro….” Ero eccitato dalla situazione, quello che volevo, Stella sorseggiava ancora il suo Whisky, il suo sguardo prolungato era penetrante, tanto che non riuscivo a distogliere il mio da lei, sorride sempre piu’ consapevole del suo potere ammaliante, si avvicina a me sussurrandomi all’orecchio: “Che cosa mi vuoi fare stasera?...” “Di tutto Stella, non vedo l’ora di essere a casa tua…” “Andiamo allora, che cosa aspettiamo?”

In un attimo eravamo fuori dal locale, in auto non dicemmo una parola, ero eccitato oltre ogni limite, forse non ragionavo come avrei dovuto ma, in un certo senso: “a cosa sarebbe servito?” In quel contesto potevo finalmente dare libero sfogo alla mie pulsioni senza nessuna ulteriore inibizione e remora. Finalmente a casa sua, mi sento ormai perso nelle mani di questa mantide, voglio solo farmi travolgere dal desiderio e dalla passione, il mio cervello ha già smesso da tempo di ragionare. Stella è come una droga che ti entra in circolo ed annulla tutte le tue difese e la tua volontà portandoti ad un livello di percezione sensoriale superiore e incontrollabile. Mi trascina in camera da letto, sono tra le sue braccia, la stringo sui fianchi mentre lei mi accarezza il viso guardandomi quasi stupita: “Sei distrutto dalla stanchezza…” “In questo momento non mi fermerei per nulla al mondo fosse l’ultima cosa che faccio nella mia vita…” Era vero, niente e nessuno poteva farmi desistere dal furioso desiderio di possedere quella donna, questa volta era diverso, volevo lei, il suo corpo, era un desiderio fisico, tangibile e materiale. Sono confuso complice l’alcool ma allo stesso tempo determinato, le mie pulsioni erotiche hanno finalmente il sopravvento…

Sono dentro di lei, la sto possedendo con una violenza ed una forza inusuali per la mia indole ma oggi mi sento euforico, diverso, il mio essere animale si è materializzato e vuole la sua completa soddisfazione come mai aveva chiesto e sperato prima d’ora. Non credo piu’ di essere consapevole delle mie azioni, la mia mente non è piu’ in grado di controllare minimamente il mio corpo. Lei è bellissima e sembra quasi smaniosa di subire questa mia prevaricazione, si fa fare di tutto, in tutti i modi, alla fine vuole essere presa da dietro quasi a rimarcare il fatto che vuole essere completamente soggiogata e sodomizzata… “Piu forte! Piu forte!!!.....” sembra quasi incitarmi ad osare di piu’, ad ottenere di piu’, a penetrarla con maggiore violenza, il mio sesso è sempre piu’ virile e insaziabile, la prendo da dietro cingendogli i fianchi nel tentativo di domare la sua eccitazione, il mio sesso scorre dentro e fuori di lei, sempre piu’ bagnata e vogliosa nel ricevermi, non vorrei staccarmi da lei, mai piu’. La rigiro per ammirare la sua bellezza, alla fine gli alzo le gambe appoggiandole alle mie spalle per penetrarla completamente, geme di piacere sempre di piu’, la mia virilità non accenna a scemare ed il mio godimento sembra essere, ancora una volta, sempre piu’ lontano ed irraggiungibile.

Stella prova ancora a stare sopra di me, si agita come un’invasata nel tentativo di padroneggiare la situazione ma tutto è inutile, alla fine desiste stremata ed ansimante, è quasi una offesa per lei, così bella e disponibile. La sua incapacità a farmi capitolare suona come un gesto di sfida a cui non si puo’ sottrarre, con forza afferra il mio membro con la mano iniziando a leccarlo e succhiarlo con feroce determinazione, la sua saliva cola copiosa dalla sua bocca quasi a mimare una eiaculazione che tarda a manifestarsi ma la sua azione sta ormai per dare i suoi frutti. Il mio corpo si irrigidisce, la schiena si inarca, ormai il momento topico si sta avvicinando, sento dentro di me di non poter piu’ ritardare il mio godimento…

Finalmente vengo su di lei, il suo ventre ed i seni ricevono la mia essenza tanto agognata ma questo sembra non bastarle. Con la bocca continua a succhiare il mio sesso con violenza ed ingordigia quasi a ripagarmi con la stessa moneta del trattamento che aveva subito. Il mio godimento e totale e profondo, mi sento come morire per una frazione di secondo, sensazione estrema e stupenda allo stesso tempo. Il mio corpo si contorce in mille movenze incontrollate, il piacere che provo è tanto intenso quanto insopportabile, alla fine lei desiste pietosamente lasciandomi sfinito ed ansimante, incapace di dire o fare qualsiasi altra cosa. Anche lei è sfinita, completamente stravolta da questo amplesso, era andata oltre senza volerlo veramente ma lo aveva fatto. Forse anche lei aveva perso il controllo, anche lei si sarà resa conto di aver superato la soglia di sicurezza, quella barriera che ogni professionista non dovrebbe varcare ma che in alcuni casi accade e non esistono motivazioni o altre cause che possano spiegare un rapporto così intenso e coinvolgente tra due esseri umani. Succede e basta, i nostri desideri ancestrali prendono il sopravvento e ci portano oltre ogni limite stabilito e conosciuto. Ansimiamo entrambi, sfiniti, sopraffatti, contenti? Forse no…

Ci guardiamo senza dire nulla fingendo entrambi di voler carpire i pensieri dell’altro o comprendere i motivi e le combinazioni che ci hanno portato fino a qui. La guardo con stupore: “Che cosa sta pensando? Mi odiera’? Mi amera’?”. Sto vaneggiando ma non credo che lei possa essere totalmente insensibile a tutto questo, non lei, non Stella… Rimaniamo lì senza dire niente, senza fare niente, i nostri corpi nudi ed inermi, madidi di sudore sono silenti testimoni di quell’atto di passione ormai lontano, tanto travolgente quanto effimero. Lentamente riprendiamo coscienza del nostro stato, è lei ad alzarsi per prima per raggiungere il bagno, io rimango lì vigile e confuso cercando di riordinare le idee senza successo evidente. Porto le mani alle tempie, pulsano selvaggiamente quasi come se il godimento non mi avesse portato alcun tipo di rilassamento, strano, sembra quasi che all’appagamento del mio corpo non corrisponda una rilassatezza della mia mente. I miei pensieri corrono indisturbati nelle praterie sconfinate della mia immaginazione quando Stella rientra nella stanza sorridente. Si avvicina a me con un asciugamano e con fare da geisha, lento e misurato, mi asciuga il pube ed il petto da quello che resta del mio bene piu’ prezioso.

La guardo mentre con cura certosina esegue tutto questo quasi volesse assicurarsi di farlo con estrema abilità e delicatezza… “Grazie Stella…” Lei mi guarda, stupita di tanta gentilezza e riconoscenza, mi sorride…  “E’ stato bello….” E’ ancora vicino a me quando mi alzo e istintivamente con le mie labbra sfioro le sue. Lei si irrigidisce, capisco che l’idillio è finito, Stella sembra non gradire questo mio approccio, faccio finta di niente e mi alzo per raggiungere il bagno anche se questa cosa mi ha leggermente turbato. Sono sotto la doccia ma non riesco a non pensare a questo particolare, è incredibile! Puoi fargli qualsiasi cosa a letto ma non baciarla sulle labbra, anche solo a sfiorarla ottieni un diniego, è una porta che si chiude senza remore, in fondo è il suo modo di dire che hai avuto il suo corpo completamente ma non avrai mai il controllo della sua mente, irraggiungibile ed inespugnabile. La doccia è calda ed inebriante come l’amplesso che ho consumato poco fa, passano i minuti e continuo a rimanere lì, sotto la doccia, a pensare e pensare quasi a cercare una via d’uscita a questo confuso labirinto dei sentimenti che la mia mente ha contribuito a creare ed alimentare oltre ogni limite.

Nonostante i miei sforzi non riesco a gestire queste emozioni, nonostante tutto non riesco a capacitarmi che tutto questo sia una mera mercificazione delle mie pulsioni e dei miei desideri e che Stella in fondo è solo un costoso giocattolo che condivido con altri uomini. Alla fine vorrei di piu’, non solo un soddisfacimento materiale del mio corpo ma anche la consapevolezza che i miei sentimenti piu’ intimi e profondi sono compresi e condivisi con lei… “Impossibile…” Mi rivesto lentamente, nessun rumore proviene dalla stanza accanto, quiete assoluta. Mi guardo allo specchio nel tentativo di ridarmi un contegno ed un aspetto quantomeno decente e presentabile per me stesso più che per gli altri. Ho come il timore di varcare quella porta e di trovarmi di fronte a Stella. Ho come un presentimento negativo, una sensazione che qualcosa in tutto questo è profondamente sbagliato… Alla fine apro la porta e mi accomodo in soggiorno, mi siedo sul divano per rimettermi le scarpe, nella penombra non mi sono accorto che lei è lì, ad osservarmi in silenzio.

Alzo gli occhi quasi di istinto, finalmente mi accorgo di lei. E’ sulla porta appoggiata allo stipite seria e silenziosa, indossa una vestaglia di raso impreziosita con ricercati disegni orientali, molto elegante. Mi guarda con aria severa mentre stringe in mano i soldi che le avevo lasciato sul mobile dell’ingresso… “Non ci siamo Alessandro, vedo che continui a non capire…” “Capire cosa Stella? Che cosa….” “Il mio tempo ha un costo, indipendentemente da come viene vissuto, questi soldi non bastano a ripagare tutte le attenzioni che ti ho dedicato…” L’atmosfera era gelida e distaccata, sensazione ben diversa da quella provata pochi minuti prima in camera da letto. Ero pietrificato e forse anche profondamente offeso dal suo atteggiamento. in quel preciso momento Stella stava facendo il funerale ai miei sentimenti nei suoi confronti. Quelle parole avevano avuto su di me lo stesso effetto di una spietata e rapida esecuzione sommaria. Un colpo alla tempia e via, la festa è finita e va in scena la cruda realtà. Il piatto freddo che Stella mi stava servendo era quanto di piu’ indigesto mi potesse propinare.

Avevo di fronte a me un’altra persona, cinica e calcolatrice che mi ricordava, senza tanti complimenti, che il nostro era un rapporto di natura commerciale e che i reciproci sentimenti, se mai ce ne fossero stati, facevano parte del pacchetto che ho acquistato e di cui ora dovevo pagare il conto, fino all’ultimo centesimo… La guardai senza proferire parola per qualche secondo: “Ho capito Stella, ora è tutto chiaro…” Mi avvicinai al mobile dell’ingresso dove avevo lasciato il portafoglio e gli altri miei effetti personali, mi rimisi l’orologio al polso mentre la guardavo con sguardo ormai deluso e disincantato. Aprii il portafoglio prendendo tutto il contante che avevo posandolo sul ripiano davanti a me. Era sicuramente piu’ di quello che le dovevo ma non era importante, volevo quanto prima portare a termine questo gesto imbarazzante e sminuente, lei mi guarda seria e risoluta, questa situazione sembra pesare molto anche a lei…
“Lo vedi Alessandro come è difficile farlo dopo?.....”

Non gli risposi, recuperai la giacca abbandonata sul divano e uscii in silenzio evitando di incrociare nuovamente il suo sguardo… Sono in strada, è notte fonda e fa’ freddo per chi come me era vestito per una giornata da trascorrere in un luogo molto piu’ a sud di dove mi trovo in questo momento. Mi alzo il bavero della giacca piu’ per sfizio che per effettiva utilità, la macchina è posteggiata nelle vicinanze ma sembra essere distante anni luce complice il mio passo lento ed incerto sulla direzione da prendere. Mi allontano senza voltarmi, senza pensare, senza credere piu’ in qualcosa. Ma in fondo avrei dovuto esserle grato… Stella non ti illudeva, in nessun modo, era un angelo che faceva tutto questo per soldi. Tutto ora era chiaro ed evidente, le mie fantasie dovevano avere un limite temporale ed intellettuale e lei era lì, efficiente e professionale, pagata anche per ricordarmelo…
Prometto a me stesso di non rivederla mai piu’… o forse no?

Alessandroborghi
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