Il senso di Francesca per i Gigolò

Entro nel locale e per assurdo non trovo chi mi aspettavo: “Poco male” penso tra me, posso benissimo iniziare da solo con un aperitivo in attesa che la tanto agognata lei si faccia finalmente viva. Ristorante pieno ma per me qui un posto era sempre garantito, la sala principale offre una atmosfera fatta di luce soffusa, complice ed ovattata nella quale primeggia il camino acceso che ravviva e scalda l’ambiente circostante, sopra il focolare campeggia minacciosa la testa imbalsamata di un cervo adulto, trofeo di caccia del proprietario del locale, che sovrasta la sala e sembra ricordare agli avventori che il suo generoso impalcato di corna non è necessariamente il piu’ ben fornito della sala. Sorrido divertito a questi pensieri mentre con lo sguardo cerco di individuare il potenziale vincitore di questa poco onorevole gara quando il cameriere mi indica con cortesia e professionalità il tavolo dove accomodarmi.

Ordino il mio aperitivo per ingannare l'attesa dell'arrivo di Francesca, guardo nuovamente il fuoco del camino, le fiamme si esibiscono in una danza ipnotica ed attraente, mi ricordano le giornate di inverno passate vicino al fuoco con mio nonno a raccontarmi le sue sempre incredibili storie, a volte piacevoli, altre volte crude e violente come un pugno allo stomaco. Ai tempi Lo ascoltavo con piacevole trasporto mentre guardavo le fiamme danzanti del camino quasi come se la vista di quelle lingue fatate fosse in grado di imprimere con maggiore vigore nella mia memoria le sue parole. Ricordo tutto dei suoi racconti: L’infanzia difficile, la fame, il freddo implacabile dell’inverno, la dignitosa povertà, il lavoro duro nei campi, la guerra scampata per miracolo, il sogno di una vita migliore ma soprattutto la sua onestà di uomo d’altri tempi a cui ho sempre guardato con estrema ammirazione… Ma io non ero come lui…

Avrei tanto voluto esserlo ma neanche mi avvicinavo alla rettitudine di quell’uomo che così tanto mi ha insegnato senza avere la supponenza e la presunzione di trasmettere ad altri qualcosa. Parlava con voce suadente ma decisa ed ogni sua parola non era vana o superflua ma dosata e mirata in modo incredibilmente efficace. Vorrei tanto averlo vicino, questa sera qui con me, a lui avrei potuto chiedere come gestire questa nuova situazione. Sono sicuro che mi avrebbe consigliato al meglio anche se temo che mi avrebbe detto di lasciare perdere e rinunciare o, come diceva lui: “Non puoi avvicinarti troppo al sole con le tue misere ali di cera……” Sorseggio il mio drink con la stessa lentezza di un agente segreto con licenza di uccidere consapevole e rassegnato di non potermi avvicinare minimamente al suo sex appeal e nella speranza che la donna che attendo con malcelata impazienza si faccia finalmente viva per iniziare la cena.

Francesca era sempre in ritardo e la sua era una consuetudine talmente radicata da non prendersi neanche il disturbo di inventarsi una scusa per questo. Arrivava quando la congiunzione planetaria favorevole ed il suo fuso orario australe lo avrebbero permesso. Conoscevo Francesca da ben otto anni ed era l'unica persona a cui potevo chiedere, se non un consiglio, quantomeno una opinione su questa mia nuova attività che avevo intrapreso forse senza rendermi pienamente conto di quanto stessi per fare. Finalmente arriva nella sala con passo lento ed un sorriso smagliante da ragazza furba innamorata della fotografia e dei viaggi, che sogna tutte le notti la Siria libera ed una giustizia divina che salvi in una botta sola tutti i migranti disperati di questo mondo. Si avvicina sorridendo sedendosi con aria compiaciuta esclamando con voce squillante: "Ho visto il tuo annuncio sul sito!"

Per un attimo l'oliva del cocktail che stavo gustando mi ando' per traverso, gli avevo accennato di questa mia nuova cosa senza specificare bene il tutto e lei senza un attimo di esitazione aveva scandagliato tutti i siti di Gigolò del pianeta alla ricerca sistematica del nuovo maschio Alpha sceso in città. "Buonasera Francesca! piacere di rivederti! Sei in arrivo da?" "Messico... Yucathan per la precisione...me lo sono sparato in lungo ed in largo On the road...E' stato un viaggio indimenticabile Alessandro anzi: Adesso devo chiamarti Alessandroborghi, complimenti! Bella trasformazione!..." Era divertita e nel contempo stupita di questa novità. Sapeva che fossi un tipo poliedrico e dalle mille risorse ma forse non immaginava che potessi un giorno decidere di fare il Gigolo'. "Ok Francesca vedo che la cosa ti diverte, sono contento sai che la prendi così..." "Va bene Alessandro dai, ordiniamo la cena e poi dimmi tutto..." Le raccontai tutto quello che mi era successo, lei era stata via per due mesi in Sudamerica e si era persa tutta la mia trasformazione piu' recente... Mi dilungai nei particolari complice la cena e qualche bicchiere di troppo e poi io per Francesca non avevo segreti ed anche in questo caso non potevo fare eccezioni. "Quindi Alessandro, fammi capire, mi stai dicendo che una volta finito il tuo romanzo, così ricco e denso di sesso e potere, ti è venuta questa idea del Gigolò, così, semplicemente?!?" "Beh Francesca non proprio semplicemente..."

Avevo conosciuto Francesca come cliente, Lei per un certo periodo aveva deciso di fare la escort per pagarsi i costosi viaggi all'estero che desiderava fare da tempo, da allora siamo diventati reciproci privati confidenti dei nostri piu' intimi segreti. Volevo una sua opinione in merito a cosa pensasse del mestiere di Gigolo', mi ascolto' con la dovuta attenzione ed alla fine l'Oracolo parlo': "Alessandro, io ho fatto la escort per un tempo significativo e devo dirti con tutta sincerità che a me bastava mettere una foto del mio sedere sul sito perchè il mio telefono esplodesse, sinceramente non penso che ribaltando la situazione tu possa ottenere la stessa cosa..." "Vuoi dirmi Francesca che invertendo i fattori il prodotto cambia? "Ma certo Alessandro! Vedi l'uomo ha un istinto animale praticamente incontrollabile, sempre a caccia e disposto a tutto per soddisfare i suoi bisogni carnali, la donna no, per lei è tutto piu' complicato, anzi, forse il sesso, l'atto fisico in se è solo l'ultimo passo necessario nel compimento di un desiderio profondo che prima di essere carnale e sessuale e' sopratutto mentale e psicologico." "Quindi vuoi dirmi che in realtà la donna contatta un gigolò principalmente per soddisfare una serie di sensazioni ed emozioni che ha elaborato come fantasie e che per qualche motivo non puo' manifestare con altre persone per il timore di essere giudicata o fraintesa?" "Esatto Alessandro, esattamente questo, un Gigolò è la chiave di accesso per dare corpo a tutte le fantasie che una donna costruisce nella sua mente ed è consapevole di poterle realizzare solo mantenendo il pieno controllo, da questo la necessità di pagare un uomo scelto da lei perchè esegua esattamente il suo volere inibendo ogni possibile reticenza da parte del prescelto." "quindi secondo Francesca il denaro serve per assicurarsi la realizzazione del loro sogno?" "E' proprio così! Una donna che cerca un Gigolo sta vivendo un sogno, una esperienza speciale ed unica, l'uomo non vive nessun sogno, è solo alla ricerca di una femmina da scopare..."

La osservavo in silenzio senza controbattere, le sue argomentazioni avevano sicuramente un filo logico e comunque il nostro confronto cominciava ad essere interessante, l'atmosfera si stava scaldando ma non era sicuramente merito del fuoco che ardeva nel camino di fianco a noi... "Nel tuo caso la situazione è ancora piu' complicata..." "Dici?..." "Ma certo! Ho guardato nei siti e devo dire che nella maggior parte dei casi gli annunci sono di giovani aitanti con fisico statuario tutto muscoli e testosterone della serie: Se ti piglio ti apro come una mela. Penso proprio che tu non rientri nel target..." "Assolutamente... Non ci penso neanche a rientrare in quel contesto..." "Appunto... in generale direi che tu sei un accompagnatore atipico, dotato di un buon fisico atletico ma il tuo punto forte risiede nella tua affabile sensibilità superiore e nella tua esperienza di vita e devo dire che con quello che hai passato non c'è esperienza o situazione che ti possa impensierire o mettere in difficoltà."

La osservo in silenzio, su quello aveva perfettamente ragione, la stesura di quel romanzo mi aveva fatto riflettere molto sulle mie vicissitudini e sul modo che hanno le persone in generale di vivere e gestire la propria sessualità, avevo acquisito negli anni una esperienza di vita senza pari che era giusto in questo momento sfruttare a mio vantaggio. Mi sentivo pronto per questo, forse ci pensavo da anni ma fino ad oggi non avevo la consapevolezza di poter fare questa cosa in modo diverso ed originale... Guardo Francesca ormai silenziosa solo perche si sta gustando con eleganza innata una bistecca al sangue che mi ricorda, con un tempismo assoluto, di come il mondo sia in balia da un lato della carnalità maschile e dall'altro dal raffinato e variegato erotismo mentale femminile. Continuo ad osservarla con la consapevolezza di aver capito grazie a lei di poter fare questa cosa nel modo giusto, in un certo senso avevo come uomo soddisfatto pienamente, anche grazie a lei, il mio lato carnale maschile, ora era venuto il momento di soddisfare l'altro lato profondo, sensuale, nascosto, raffinato ed esclusivamente perverso nell'affrontare l'immaginario erotico femminile. Ero finalmente consapevole che per realizzare tutto questo dovevo farmi strumento nelle mani di donne determinate a sperimentare le proprie fantasie su di me.

In un certo senso ero pronto al salto di qualità: La ricerca di un erotismo raffinato e di qualità superiore bramato da donne consapevoli, raffinate ed ambiziose, desiderose di sondare in compagnia della persona giusta gli oscuri meandri dei loro incoffessabili desideri. Era quasi come cercare di andare contro allo spirito naturale del maschio latino per eccellenza: la prevaricazione sistematica della donna per il soddisfacimento del proprio godimento fisico ancor piu' che mentale. Grazie a Francesca stavo capendo molte cose, e pensavo come in realtà lei, per me, fosse la chiave di accesso necessaria per capire l'universo femminile e le sue mille sfaccettature: "Ti ringrazio Francesca adesso è tutto chiaro..." "Non credo proprio Alessandro che tu abbia capito fino in fondo quello che ti ho detto anzi, ne sono assolutamente certa e ti spiego anche perche': Sei un uomo Alessandro; un uomo gentile, maturo, sensibile ed intelligente ma pur sempre un uomo, è nella tua natura non poter comprendere fino in fondo i meccanismi che regolano le scelte ed i ragionamenti di qualsiasi donna, lascia perdere è una battaglia persa..." Me lo disse sorridendo quasi compiaciuta della naturale superiorità mentale ed intellettuale femminile, ma nello stesso tempo c'era nelle sue parole un velo di amarezza probabilmente nel comprendere che, per quanto mi sforzassi, il mio tentativo temerario sicuramente non avrebbe avuto il successo sperato..."

Rimasi attonito mentre lei guardandomi continuava ad assaporare la sua bistecca, non potevo fare altro che fissare i suoi occhi nel vano tentativo di trovare una risposta quantomeno intelligente ad un quesito tanto difficile... I miei neuroni sembrano non rispondere all'appello e lei appoggiando le posate con sottile eleganza rincara la dose: "Che ti avevo detto? il tuo silenzio è piu' eloquente e convincente di mille parole, non sapete argomentare queste problematiche perchè non rientra nella vostra indole di maschio." Francesca mi stava provocando dicendomi la verità: Sapeva che con me poteva farlo, io avrei capito che in fondo non dovevo temere di sapere come stanno le cose e come in effetti il mondo segua le sue regole, non sarò certo io a cambiare le cose ma in fondo mi basta essere consapevole di provare a fare questa cosa a modo mio come direbbe il buon vecchio Frank Sinatra in una delle sue piu' famose canzoni. Francesca mi provocava ed anche io non mancavo occasione per fare altrettanto. In fondo eravamo a nostro modo un gentiluomo ed una gentildonna che si sfidavano a duello consapevoli di non infliggere all'avversario letali stoccate ma sono lievi ferite superficiali: "Dai Francesca, in fondo sarai contenta, finalmente si è realizzata la perfetta parità tra i sessi: Oggi anche le donne possono pagare un uomo e utilizzarlo come un Toy boy..."

"Non credo Alessandro, come ti ho detto prima non puoi ribaltare la cosa come faresti con una moneta, la donna non vive questa situazione come il maschio, non è carnale ma viscerale, il suo desiderio è piu' complesso va al di la dell'atto fisico ed anche nel gesto consapevole di pagare un maschio non lo fa per la sua fisicità ma nel giustificarne la sottomissione alla donna che lo ha comprato, è una situazione molto piu' forte e coinvolgente, in un certo senso è quasi una vendetta nei confronti dell'essere maschile che deve soprassedere ai voleri di una donna finalmente libera di decidere il come, il dove, il quando e con chi ottenere il proprio soddisfacimento." Ancora senza parole, ma con Francesca era così, sopratutto quando tornava dai suoi viaggi all'estero sembrava ci godesse una cifra ad incasinarti il cervello con questi ragionamenti, ti portava sull'orlo del precipizio per poi riportanti con forza in posizioni piu' sicure: "Comunque detto questo, considerando i tuoi inconfutabili limiti genetici di maschio Alpha ma anche i tuoi innegabili pregi, sono certa che saprai fare un'ottima figura, in fondo spero che riuscirai nell'intento di far provare a qualche altra donna l'orgasmo quantico che ho il piacere di sperimentare con te ogni volta che abbiamo un incontro ravvicinato..."

Me lo ricordava sempre Francesca, l'orgasmo quantico, il nome l'aveva coniato lei al culmine di un nostro amplesso concluso con la massima soddisfazione di entrambi: L'aveva chiamato così forse per dargli una sorta di esclusiva sua personale e per enfatizzare ancora di piu' il concetto che fosse una sensazione di massimo appagamento. Mi disse che non aveva mai provato niente di simile: Il suo corpo, adeguatamente sollecitato in modi che non sto ad elencare ma che possono essere immaginati da tutti, cominciava a vibrare in modo evidente nel momento di massimo godimento un po' come farebbe un diapason che vibrando emette la nota perfetta, Francesca sperimentava il suo orgasmo profondo e quella vibrazione sprigionava una energia liberatoria che aveva il potere di accordare il suo corpo ad uno stato di rilassatezza e soddisfacimento di grado superiore. Sinceramente non so come ci riuscisse e se effettivamente fosse tutto merito mio fatto sta che il suo corpo rispondeva in modo estremamente violento e liberatorio alle mie sollecitazioni e non ho alcun motivo di pensare che fingesse, in fondo a cosa sarebbe servito? ci conoscevamo da anni e la nostra intesa sessuale e mentale era ormai piu' che collaudata, tra di noi non c'era bisogno di fingere una sensazione che non esisteva. Adesso ero ancora piu' consapevole e convinto delle mie possibilità:

Forse avrei fallito nel tentativo che mi ero prefisso ma come in ogni battaglia che si rispetti se si perde lo si deve fare con onore e possibilmente tra le braccia di una donna che sia in grado quantomeno di svelarmi in minima parte il mondo complesso e variegato che regola il desiderio femminile ed il suo modo di appagarlo, nel pieno rispetto delle donne che avranno la ventura di conoscermi anche solo per una notte... Non chiesi altro a Francesca sarebbe stato inutile: io come uomo non posso ragionare da donna e lei come donna non puo' ragionare da uomo, teniamoci definitivamente le nostre differenze di base e di ragionamento e riscopriamo il dolce piacere di scoprirci reciprocamente con curiosità e rispetto consapevoli di giocare ad un gioco molto intrigante e stimolante. Guardo Francesca con occhi benevoli e penso sinceramente di non poter confutare in modo credibile le sue argomentazioni: Capire la mente di una donna Con il cervello di un uomo? Impossibile... ma in fondo le missioni impossibili sono quelle piu' eccitanti e coinvolgenti...

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Alessandroborghi

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