Per più di un anno ho frequentato un gigolò.
- Disattiva commenti: No
Per più di un anno ho frequentato un gigolò
Scriverlo oggi mi fa un effetto diverso rispetto a quello che avrebbe avuto qualche tempo fa. Oggi quella frase appartiene a un capitolo della mia vita che riesco a guardare con lucidità, persino con affetto, perché dentro quella storia ho trovato molto più di quanto pensassi di cercare. All'inizio cercavo un uomo. O forse cercavo soprattutto il modo in cui desideravo sentirmi accanto a un uomo. Volevo sentirmi guardata, desiderata, interessante. Volevo tornare a percepire il mio corpo con piacere, recuperare una femminilità che negli anni avevo lasciato da qualche parte, schiacciata dalle abitudini, dalle delusioni e da tutte quelle piccole cose che, giorno dopo giorno, possono cambiare il modo in cui una donna vede se stessa.
Con lui ci sono stati tanti momenti. C'è stato il sesso, naturalmente. Ma sarebbe riduttivo raccontare questa esperienza partendo e finendo lì. Ci sono state passeggiate, cene, conversazioni, risate. Ci sono stati messaggi aspettati, appuntamenti preparati con cura, profumi scelti prima di uscire, vestiti indossati perché improvvisamente avevo di nuovo voglia di sentirmi bella. C'erano ore nelle quali potevo lasciare fuori tutto il resto ed essere semplicemente una donna insieme a un uomo. Quella sensazione mi faceva stare bene.
Con il passare dei mesi, però, qualcosa dentro di me ha cominciato a cambiare. Quello spazio aveva regole precise. Aveva un inizio e una fine. Aveva un prezzo. Anche i momenti che sembravano spontanei appartenevano comunque a una relazione nata come professionale. Io questo lo sapevo. Eppure le emozioni hanno una strana capacità di vivere al di fuori delle definizioni. Una passeggiata rimane una passeggiata. Una risata può essere autentica nel momento in cui nasce. Il piacere è reale quando lo senti. Anche una conversazione può lasciarti qualcosa che porti a casa con te. La cornice, però, rimaneva quella. A un certo punto ho capito che desideravo qualcosa di diverso.
Volevo sapere che qualcuno aveva voglia di vedermi semplicemente perché ero io. Volevo un messaggio arrivato senza un appuntamento da organizzare. Volevo condividere una giornata storta, fare programmi, improvvisare una cena, discutere per una sciocchezza e ritrovarsi poco dopo sul divano. Cercavo quella parte imperfetta e meravigliosamente ordinaria delle relazioni vere. Ed è stato proprio allora che ho capito quanto quell'anno mi avesse cambiata. La donna che aveva iniziato quell'esperienza e quella che la stava terminando erano profondamente diverse.
Avevo ricominciato a guardarmi. Avevo scoperto che potevo ancora piacere, sedurre, emozionarmi. Avevo recuperato confidenza con il mio corpo e con il desiderio. Avevo imparato a concedermi attenzione, a riconoscere ciò che mi faceva stare bene e, soprattutto, ciò che desideravo davvero. La sicurezza che inizialmente cercavo nello sguardo di quell'uomo aveva cominciato lentamente a diventare mia. Ed è questa, forse, la parte più importante della mia storia. Pensavo di pagare un gigolo per regalarmi alcune ore piacevoli. In realtà, durante quel percorso, stavo ricostruendo una parte di me.
Poi nella mia vita è arrivata una persona. Questa volta la cornice era completamente diversa. Nessun ruolo da interpretare, nessun tempo acquistato. Due persone che si incontrano e decidono liberamente di continuare a cercarsi. Ero pronta a vivere quell'incontro proprio perché avevo ritrovato una parte di me che per molto tempo avevo tenuto nascosta. Oggi sono felicemente accompagnata. Quando ripenso all'uomo che ho frequentato per più di un anno, sento soprattutto gratitudine per ciò che quell'esperienza ha rappresentato nella mia vita. Sarebbe ingiusto attribuirgli il merito della donna che sono diventata, perché quel percorso l'ho fatto io. Lui, però, è stato presente in una fase nella quale avevo bisogno di ricordarmi alcune cose importanti su me stessa. Mi ha fatto da specchio mentre imparavo nuovamente a guardarmi.
La finzione apparteneva alla natura del nostro rapporto. Le emozioni che quella esperienza ha risvegliato dentro di me, invece, erano mie. Vere, profonde, a volte confuse, altre volte bellissime. Forse è proprio questa la cosa che ho compreso alla fine. Un gigolò può offrirti tempo, presenza, attenzione, compagnia, intimità. Può accompagnarti per qualche ora dentro una versione della vita in cui ti senti al centro. Poi arriva il momento di tornare alla propria vita. Io ci sono tornata diversa. Con più fiducia, più consapevolezza, più rispetto per ciò che desideravo e con una certezza che prima avevo perso: potevo ancora innamorarmi, potevo ancora essere desiderata e potevo ancora costruire qualcosa con qualcuno.
Alla fine ho trovato ciò che cercavo. Solo che, prima di trovarlo in un'altra persona, avevo bisogno di ritrovarlo dentro di me. Auguro a tutte voi un percorso come il mio. Auguro a tutte voi di capire che questo è solo un momento, che loro sono momenti, sono un passaggio. Necessario forse per ritrovare noi stesse, per essere pronte di nuovo per la vita che meritiamo.

Nessun commento