Scienza e storia delle natiche come simbolo erotico
Paese che vai sedere che trovi. I neri hanno un fondoschiena scultoreo grazie alla maggiore percentuale di masse muscolari e al minor grasso corporeo rispetto ai bianchi. Eppure le mirabolanti chiappe (dal latino capula, coppa, per la forma tondeggiante) di Naomi Campbell susciterebbero commenti negativi in una popolazione africana del Kalahari o tra i mariti islamici. Nelle popolazioni africane dei Boscimani e degli Ottentotti la steatopigìa, ovvero l’ipertrofia di natiche e glutei, è la normalità e da millenni solo le donne con questa caratteristica arrivano al matrimonio tramandando il carattere di generazione in generazione. Le pitture rupestri del Kalahari, risalenti a 15 mila anni fa, mostrano già donne con il sedere grosso.
Nell’Islam le natiche femminili devono essere bianchissime, per ricordare la luna, e abbondanti, in modo da controbilanciare il peso del feto durante la gravidanza: più il grasso si accumula, più la ragazza ha possibilità di trovare un compagno. Gli indiani d’America, pur molto pudichi, valorizzavano il sedere come elemento di attrazione, così come cinesi e giapponesi. Nella loro pittura erotica, infatti, uomini e donne completamente vestiti lasciavano scoperti soltanto fondoschiena e genitali. Ma fu nella Grecia classica che la natica raggiunse la massima perfezione estetica: quella maschile (basti pensare ai Bronzi di Riace) doveva essere plastica e forte, anche se l’ideale era rappresentato dall’efebo, adorato come un dio in virtù della purezza delle sue forme, di un ammirevole posteriore e di un piccolissimo pene.
Anche tra i Romani si ammirava molto il sedere muscoloso e prominente e proprio nella Roma antica si associò il fondoschiena, anzi l’ano, alla fortuna. Fu quando i Sanniti vinsero i Romani e fecero passare gli sconfitti sotto le forche caudine sodomizzandoli uno dopo l’altro. Chi aveva un ano più grande soffriva meno e quindi, aveva (relativamente) più fortuna. E anche l’espressione “prendere per i fondelli” è riconducibile all’umiliazione di chi viene sodomizzato e quindi schernito. Ma il significato erotico del sedere va ricondotto alla biologia: nella specie umana l’accoppiamento classico è quello da tergo, che offre maggiori garanzie per la riproduzione.
Un collier di perle su una scollatura da capogiro... dei glutei. Questa immagine scherza sulla somiglianza di forme tra seno e natiche ma è spontaneo il riferimento ad una teoria antropologica sulla riproduzione: l'erotismo del seno delle donne ha un'ancestrale origine in quello del sedere. Infatti, la sessualità dei primi ominidi si è sviluppata da dietro (come per gli animali). Quando l'uomo ha cominciato a camminare eretto e ad accoppiarsi frontalmente, ha utilizzato il seno come un sostituto visivo dell'"antico" ed erotico sedere. |
Le natiche esercitano un’attrazione così forte perché sono una zona “sacra”, carica di tabù. E c’è chi suggerisce che il simbolo universale dell’amore, la forma stilizzata del cuore, rappresenti in realtà il sedere femminile. Il fondoschiena, però, provoca un forte stimolo erotico anche nella donna: natiche sode e ben fatte sono la parte più desiderata dell’uomo, perché legate alla forza e al potere riproduttivo. Oggi la donna è più attiva ed emancipata: un tempo toccare il sedere era prerogativa maschile, adesso anche le donne lo fanno e ciò significa osare molto, essere al di fuori dalle regole. La pacca sul sedere, comunque, può essere usata come segnale di amicizia solo se non ci sono implicazioni sessuali.
Nella coppia, invece, racchiudere le natiche tra le mani è un’azione comune sia nel corteggiamento sia nell’atto sessuale e spesso, con l’aumentare dell’eccitazione, il sedere viene afferrato per assecondare la spinta pelvica.
Tratto da internet.
Un po' di cultura sulle chiappe delle donne. E sul perché gli uomini le preferiscono in un certo modo.





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