Un gigolò e la sottile violenza psicologica
C'è la violenza fisica, brutale, cattiva, che fa sanguinare il corpo della donna fino ad ucciderla. Ci sono uomini che uccidono i figli e sono così codardi che uccidersi loro, uccidendo difatto anche la madre dei loro figli.
E poi c'è la violenza psicologica che accompagna sempre quella fisica ma che spesso è da sola.
E' una violenza perpretata negli anni, nei decenni, da uomini rispettabili, ligi al dovere, grandi lavoratori, all'apparenza padri amorevoli niente alcool o droghe a "scusare" il comportamento... sono proprio fatti così.
Sono uomini che credono fermamente nell'inferiorità della donna, convinti che con il matrimonio la famiglia di origine sia solo più un accessorio da usare all'occorenza, che ti dicono che avresti dovuto scegliere tra figli e lavoro e quindi adesso non devi lamentarti, che ti rifiutano se il tuo corpo cambia dopo gravidanze e malattie, che non aiutano, non collaborano perchè "loro lavorano".
Che sbuffano se chiedi una mezza giornata per te, che spariscono dalla vita dei figli dopo la separazione "perchè hai voluto tu separarti e adesso ti arrangi"... e potrei continuare all'infinito.
Riescono a farti sentire in colpa, a farti credere che è giusto così, che adesso c'è lui, che tu vali di meno, che i tuoi desideri siano meno importanti dei suoi e ad un certo punto ci fai l'abitudine... è così e lo accetti.
Spero che un accompagnatore non si trovi spesso ad incontrare donne in questa situazione ma temo che siamo più di quelle che si possa immaginare.
Quando vi capita, quando intuite che c'è una situazione del genere, la gentilezza è la vostra arma migliore prima ancora della comprensione, dell'empatia, del corpo perfetto, del sesso stratosferico.
Un sorriso gentile, una frase stupida che ci fa ridere, che ci fa dimenticare e che, in taluni casi, ci da ulteriore coraggio per uscirne anche se il primo passo dobbiamo sempre e comunque farlo noi donne.
Siate gentili... sempre.
Un abbraccio a tutte. Luisa.



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