Regolamentare il sesso e la prostituzione è giusto?
Ma veramente noi sex worker vogliamo regolamentarci? Veramente vogliamo pagare le tasse? Ma siamo proprio sicuri di rendere il sesso e la prostituzione un mestiere come un altro? In questi ultimi anni credo di aver cambiato idea sulla regolamentazione della prostituzione, o meglio non sono proprio sicuro di voler pagare le tasse ed essere considerato come un qualsiasi impiegato al catasto.
Regolamentare la prostituzione significa istituzionalizzare il sesso e il peccato di un momento trasgressivo e unico. Rendere la prostituzione e il sesso un mestiere normale toglierebbe quella magia di proibito, di peccaminoso e a volte illegale dove spesso ci rifugiamo per sentirci ancora vivi.
La prostituzione, il tradimento e il sesso sono fenomeni del nostro io più nascosto, quello meno evoluto, troglodita, meno intelligente, quello dell’istinto primordiale, del testosterone impazzito. Il sesso è eccitante quando è proibito, rischioso, illegale, sconsigliato, oltraggioso, volgare, fuori luogo e fuori legge.
Regolamentando la prostituzione si andrà solo a perdere l’essenza e l’ardore del proibito. Il sesso istituzionalizzato sarebbe poco attrattivo e rovinerebbe tutta la magia, il desiderio e la passionalità che lo contraddistingue. Sapete perché il sesso, la prostituzione e il tradimento sono desideri e pulsazioni difficili da debellare? Perché sono vietati



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